Una CENTOPASSI di Coppia

Ho la fortuna di avere una compagna che ama viaggiare in moto.

Lei con la sua moto (una attempata, ma sempre vispa, BMW GS 650) ed io una più giovane “Tigrotta” Inglese di 800 cc. Abbiamo fatto tanti km insieme, dal Marocco alla Tunisia, dalla Romania alla Spagna a (quasi) tutta l’Italia, La Grecia, La Serbia, La Croazia…… E, per quest’anno, abbiamo deciso di vivere “in coppia” l’esperienza della CENTOPASSI.

Io, in realtà, ho partecipato a due (una e mezza in verità…) edizioni di questa bella, ed intelligente, competizione motociclistica che coniuga, in un perfetto mix, la capacità di creare un percorso, la navigazione, la fatica, lo spirito di avventura, la resistenza, sia psichica che fisica, sulle strade Italiane. Lo dice la parola stessa Centopassi: sostanzialmente si tratta di valicare 100 passi in 4 giorni per giungere al punto del traguardo, deciso dall’organizzazione, che varia ogni anno.

Detto così sembra una cosa facile…. Ma, di facile, questa competizione, ha ben poche cose!

Comunque sia, abbiamo deciso di partecipare in coppia ed il primo passo è stato fatto a Gennaio, quando aprono le iscrizioni, ed Assunta risulterà l’unica donna pilota di questa edizione.

La parte preliminare della competizione, cioè lo studio del percorso, quest’anno veramente molto difficile, è stato svolto esclusivamente da me, sia per la maggiore esperienza “sul campo”, sia per la maggiore dimestichezza con programmi, navigatori, cartine, tutte cose che si rendono necessarie per “progettare” il “tuo” percorso.

E, purtroppo, l’ho completamente sbagliato….

Ma questo errore è venuto al pettine solamente durante il secondo giorno di gara e, certificato, al nostro arrivo a Gallio, sul bellissimo Altopiano di Asiago, traguardo della Centopassi 2017.

Comunque sia, fissiamo il nostro punto di partenza a Narni, in Umbria, dove ci rechiamo il giorno prima della partenza, prevista per le 08,oo del 31 Maggio.

Iniziamo la nostra avventura dirigendoci verso nord, evitando accuratamente le strade che implicano la squalifica se percorse, cioè tutte le strade a “scorrimento veloce”, tangenziali, e similari.  Macinando curve su curve valichiamo i passi della Valsorda, del Monte Nerone ( che spettacolo i 20 tornanti che ti portano sulla “Cima Bibi”!! ) e, poi a seguire, Bocca Serriola, Bocca Trabaria, il Valico di Viamaggio, il Passo dei Mandrioli, il Passo della Consuma, solo per citarne alcuni, il bellissimo Passo Fangacci nelle Foreste Casentinesi, fino a concludere il nostro primo giorno di gara sulla Piazza di Dicomano dove scopriamo che l’Albergo che avevo segnato come possibile “tappa” era chiuso!!

Imprevisti da CENTOPASSI.

Imprevisti a cui bisogna far fronte, anche perché, per regolamento, le moto si devono spegnere entro le ore 21,3o.

Si deve trovare una soluzione!!

E la soluzione viene trovata in Cinzia, una gentilissima ragazza, che, sorseggiando un drink, nel bar del paese, ci chiama un suo amico che, altrettanto gentilmente, ci ospita a casa sua, offrendoci anche una cena a base di Finocchiona, formaggio, pane casereccio, insalata, ciliegie e vino di casa!! Un letto preparato al volo per l’occasione e via, a nanna, per essere pronti l’indomani per partire alle 03,30, orario fissato dall’organizzazione, per poter “riaccendere” i motori.

Partiamo in direzione di San Benedetto in Alpe, per poi proseguire verso il Valico di Colle di Tramazzo per poi attraversare il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone.

Si guida sempre su strade bellissime, sia in fuoristrada che asfaltate (qualcuna di più, qualcuna di meno…) ma sempre su strade nuove, dove mai ti passerebbe per la testa di passare, se non stessi facendo la CENTOPASSI….

Entriamo così in Garfagnana e ci inerpichiamo sulla strada che porta al meraviglioso Paese di San Pellegrino in Alpe (che mi vide arrivare al traguardo nel 2015 con 99 passi certificati ed un imprevisto “bagno nel fiume” (con tutta la moto) nel tentativo di aggirare una frana prima dell’ultimo passo

…Imprevisti da CENTOPASSI….

Percorrendo la strada che attraversa il Parco delle Alpi Apuane, abbiamo un Passo da valicare che implica un difficile passaggio in fuoristrada. Dico ad Assunta di aspettarmi, mentre io mi avvio per cercare il percorso migliore da effettuare. Ma Assunta, la cui caratteristica è una “leggerissima” testardaggine, ovviamente, decide di seguirmi e riesce nell’impresa, fino a quando, scivola su una grossa pietra e cade rovinosamente a terra.

Lo specchietto sinistro in mille pezzi ed una piccola fratturina alla mano destra, non le impediscono di certo il proseguimento di quella che è una meravigliosa avventura su due ruote!! (Testardaggine….)

Un altro, divertente episodio, accaduto in terra Toscana riguarda il valico di un Passo, stranamente posizionato all’interno di un condominio di villette rigorosamente recintato e protetto da un maestoso cancello di ingresso apribile solo dai condomini… (….imprevisti da CENTOPASSI…) L’unica cosa da fare è stata aspettare la prima persona in possesso del telecomando e spiegargli (…mentre venivi osservato con un po’ di dubbiosità mista ad un “…Vabbè… Crediamo un po’ a quello che mi dice…”) che dovevi entrare solo per fare un “Passo” che, purtroppo, si trova nel condominio e che era molto importante perché stai facendo una gara che si chiama CENTOPASSI  che consiste nel passare nei passi, e che saresti uscito subito dopo…. Con un po’ di scetticismo, misto a compassione, ci hanno fatto entrare… Ed il passo è stato fatto!

Il secondo giorno lo concludiamo in terra Ligure, degnamente festeggiato con un abbondante piatto di Trenette al Pesto in una trattoria, aperta apposta per noi, lungo la riva di un torrente in un bosco lussureggiante, dove troviamo un bel B&B per passare la notte.

L’indomani mattina partiamo alle 03,30 e ci troviamo subito alle prese con una mulattiera di circa una ventina di km. nei boschi della Liguria…… Su Google Maps è segnata come una strada provinciale… Ma, garantisco che è una mulattiera!!

Comunque lo spettacolo è meraviglioso, in lontananza si poteva vedere il Mar Ligure e intorno a noi solo boschi, a perdita d’occhio! E qui facciamo un bellissimo incontro: un cerbiattino, appena nato, che si reggeva a malapena sulle gambe, fermo in mezzo alla strada!

Ci fermiamo, spegniamo le moto e, piano, piano, ci avviciniamo…. E’ bellissimo!! Lui non si muove, e gli restiamo vicino, fino a quando non arriva la madre che, con barriti fortissimi, ci fa capire che è meglio che ci allontaniamo. Ora c’è Lei…. Lo richiama fino a quando, insieme, scompaiono nel bosco… Veramente un’esperienza emozionante!!

Ma dobbiamo proseguire, la gara è ancora lunga…

Altri passi, in fuoristrada ci aspettano. Impegnativi, difficili da trovare, qualcuno chiuso da cancelli di legno e filo spinato per impedirne il passaggio o per recintare zone di pascolo. Pazienza… Si devono aprire, spostare i pali di legno, togliere il filo spinato, passare, per poi richiudere e lasciare tutto come si era trovato….. Perdi molto tempo…. Però il rispetto dei posti è importante, e lo devi avere.

Io vado avanti con Assunta mi segue come un mastino. Mulattiere, brecciati, strade che definire tortuose è un complimento, ma viaggiamo in perfetta sintonia.

Come sempre.

Attraversiamo la bellissima Val Boreca e, piano piano, ci avviciniamo alla Pianura Padana. La dobbiamo attraversare il più velocemente possibile perché i nostri passi ricominciano in provincia di Brescia. Tutto fila liscio, fino a quando arriviamo sul margine del Po’, ed il ponte che doveva permetterci di passare all’altra sponda risulta chiuso per lavori….

(Imprevisti da CENTOPASSI…)

Ci troviamo in prossimità di Piacenza e non è facile trovare un passaggio che non implichi una tangenziale o una strada a scorrimento veloce che abbia un ponte che superi il Po….. Entriamo dentro Piacenza, e si perde altro tempo……

Il nostro viaggio/gara prosegue in Val Trompia, a nord di Brescia, dove ci aspettano, tra gli altri, il Passo Giogo del Maniva e poi il bellissimo Passo di Crocedomini.

Impossibile non fermarsi a fare fotografie allo spettacolo che si presenta ai nostri occhi….

Proseguiamo a ritmo incalzante in direzione del Passo del Vivione, che col senno di poi, sarà uno dei due Passi che mi resteranno “nel cuore” di questa edizione della Centopassi: una strada dove, praticamente, due moto fanno fatica a stare appaiate, con un susseguirsi di curve strettissime dove è d’obbligo “suonare” il clacson perché una macchina che, non sia mai,  arriva in senso contrario, non potresti evitarla, dentro un bosco di Larici con torrenti e cascate in ogni punto di osservazione….. Si arriva a quota 1.800 in un crescendo di goduria motociclistica….. Fantastico!!

La sera arriviamo ad Edolo, troviamo un Albergo e, dopo una ricca cena, facciamo un ripasso di ciò che ci aspetterà il giorno successivo.

Ed il giorno successivo si confermerà il più tosto, sia dal punto di vista motociclistico, sia in quello di prettamente di “coppia”….

Partire alle 03,30 e “attaccare” subito il Mortirolo non è proprio la cosa più facile da fare se poi, dopo il Mortirolo sai che devi fare il Passo della “Forcola” a Livigno, tra l’altro ancora “ufficialmente” chiuso, per poi ridiscendere sino a Bormio per poi risalire e fare il Passo delle Torri di Fraele ( è questo il secondo Passo rimastomi del cuore!)… Una strada con tornanti da affrontare in prima, uno di seguito all’altro, sono ben 19 tornanti da “prima”, (…la seconda non fai in tempo a metterla…) per poi arrivare ai bordi di un lago dove, se qualcuno mi avesse detto di essere in Canada, avrei detto che era così!!

Ma il tempo è tiranno…. Ormai sappiamo che il traguardo dei Cento passi si è fatto “benedire”, però dobbiamo cercare di fare più passi possibile e cercare di guadagnare un posto “accettabile” in classifica, e quindi ridiscesi a Bormio risaliamo immediatamente verso lo Stelvio, dove lungo la strada che porta a quota 2.770 incontriamo una miriade di Marmotte che sembrano aspettare il nostro passaggio.

Torniamo a Bormio e saliamo verso il Gavia,  A quota 2.600 m si comincia a sentire un po’ la fatica, ed i continui sbalzi di pressione, uniti al quantitativo “industriale” di curve e tornanti fatti nel giro di poche ore, ci fanno propendere per una piccolissima sosta!

Al nostro arrivo a Gallio viene scaricata la tensione, siamo accolti impeccabilmente dall’organizzazione e vengono fuori le due “anime” con cui si può affrontare la Centopassi….. Quella “ultracompetitiva” di Assunta che mal digerisce (…anzi… Non digerisce affatto) il nostro 22° posto finale su 150 iscritti, e quella “goliardicompetitiva” del sottoscritto che, seppur deluso, dice: “Vabbè… Mi son divertito, ho visto posti meravigliosi, ci riprovo l’anno prossimo….”

Il dibattito interno continua ancora oggi, ad un mese dall’arrivo. Assunta resta sulle sue posizioni, non vuole partecipare alla prossima perché “O si fanno Cento passi o la Centopassi non ha senso”, io insisto che, in ogni caso, è una bellissima esperienza motociclistica a cui partecipare, a prescindere dal risultato….. Iniziano le trattative…. Forse parteciperemo singolarmente… , forse sarò “coadiuvato nella fase di progettazione del percorso, forse parteciperò da solo. O forse parteciperemo ancora insieme. Ma in ogni caso la nostra “coppia” ha aggiunto un altro, importante, tassello di vita “motociclistica”.

 

Foto e testo di Marcello Priori

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